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CITTÀ PROIBITA: UNA GIORNATA ALLA RICERCA DEL VERO ORIENTE!

La Città Proibita di Pechino non è solo una delle 5 architetture più importanti del mondo, è l’essenza della Cina. I suoi 800 edifici e 9000 stanze hanno ospitato ben 24 imperatori delle dinastie Ming e Qing. Come ve l’aspettate questa Città proibita? Gigante, caotica, colorata, antica, magica? Potrebbe essere tutto o nulla di ciò che avete sempre immaginato. Ci si potrebbe trascorrere un’intera giornata senza rendersene conto. Il tempo non si avverte lì dentro. Lo spazio è dilatato. Il caos si alterna al silenzio assoluto in cui riecheggia potente il suo passato. Del futuro non c’è traccia. E noi abbiamo solo voglia di catapultarci di nuovo sulle orme degli Imperatori alla ricerca del vero Oriente.

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PERCHÈ “PROIBITA”?

Semplicemente perché proibito era l’accesso a chiunque non avesse un permesso esplicito dell’Imperatore. Pena la condanna a morte immediata! Quella risposta non mi stupì più di tanto quando la lessi nella guida, in effetti era abbastanza deducibile… Più curioso fu invece scoprire l’appellativo di “città purpurea” di cui in genere non parla mai nessuno. Il riferimento, in questo caso, era alla Stella Polare (detta “Mirto Purpureo“) che da sempre ha guidato i viaggiatori e i naviganti; alla stessa maniera, l’imperatore rappresentava una guida per il popolo cinese.

I MISTERIOSI SIMBOLI DELLA CITTÀ PROIBITA

Visitare la città proibita vuol dire, innanzitutto, stabilire una connessione con la sua leggendaria simbologia. Essa si cela misteriosamente dietro all’imponenza di quelle grandi architetture del passato. Può sembrare impossibile capirci qualcosa a primo impatto, ma vi basterà focalizzare l’attenzione su 3 elementi chiave:

  1. I Colori Imperiali: muri, colonne, porte e finestre sono dipinte di ROSSO, colore simbolo di felicità e buona fortuna. Le tegole dei tetti invece sono GIALLE, un colore che poteva utilizzare soltanto l’Imperatore.
  2. Gli Animali: il drago e la fenice simboleggiano l’Imperatore e l’Imperatrice; il leone rappresenta la forza. Ed infatti i leoni vengono posti agli ingressi come guardiani dell’edificio (sempre in numero pari, a sinistra c’è la femmina, a destra il maschio). La cosa interessante è che il numero degli animali varia in base all’importanza dell’edificio. Difficile farci caso..
  3. I Materiali utilizzati: per costruire la città proibita si scelse il legno migliore e non si usarono chiodi, poiché avrebbero interrotto l’armonia delle forme e del complesso. Chi l’avrebbe mai detto..

State già entrando in sintonia con la cultura tradizionale cinese? Se siete riusciti a connettervi, almeno un po’, con queste nuove energie, allora sarete senz’altro pronti a varcare le porte della mitica città.

COME ENTRARE NELLA CITTÀ PROIBITA

La città proibita è circondata da una cinta muraria alta 10 metri, a sua volta circondata da un fossato artificiale largo 52 metri e profondo 6 metri. Wow.. che linea di difesa! Sembra qualcosa di inarrivabile, ma ecco che ai 4 punti cardinali le mura finalmente si aprono in 4 porte di accesso alla città. La più grande, situata a sud, è quella di ingresso e prende il nome di Wumen o Porta di Mezzogiorno.

Wumen rappresenta il luogo in cui l’imperatore presenziava alle cerimonie militari, annunciava il nuovo calendario lunare per il solstizio d’inverno, condannava o graziava prigionieri consegnava gli editti ai funzionari. È surreale immaginare che tutto ciò sia realmente accaduto, quando si passa da qui. Soprattutto perché a qualunque ora del giorno, l’ingresso alla città è una bolgia di turisti starnazzanti e ansiosi di varcare la soglia! Le file sono apparentemente interminabili, ma l’accesso in realtà è più veloce di quanto possa sembrare a prima vista. Bastava farsi approvare il passaporto e via (ma chi l’aveva capito all’inizio?!). In breve tempo ci ritrovammo all’interno di quella città proibita tanto sognata e immaginata. Insieme a noi fiumi di persone provenienti da ogni parte del mondo!

Fu come attraversare la porta di un mondo perduto, di cui a stento conoscevamo l’esistenza. La folla ti stordiva, ma all’improvviso si diramava come se nulla fosse in uno spazio immenso e sconfinato, a tratti addirittura monotono e semivuoto. Ma non eravamo in migliaia ad essere entrati?! Magicamente ci sentivamo soli e piccoli come puntini.

COSA VEDERE NELLA CITTÀ PROIBITA

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Per quanto avessimo potuto leggere informazioni su quei posti, eravamo piuttosto smarriti e confusi. Ci trovavamo nel bel mezzo di un enorme cortile dove scorre il famoso Ruscello dalle Acque d’Oro o torrente dorato. Al centro di esso 5 ponti di marmo lo collegano alla Corte Esterna, che comprende le zone meridionali e centrali della città proibita. Qui sorgono su una terrazza 3 importanti edifici dai nomi davvero singolari:

  • Suprema Armonia (Taihedian): sede del Trono del Drago degli Imperatori (Longyi).
  • Armonia Centrale o Di Mezzo (Zhonghedian): luogo di riposo dell’Imperatore prima di presiedere ai grandi eventi. Qui si preparava anche per i riti sacrificali al Tempio del Cielo.
  • Preservazione dell’Armonia o dell’Armonia Protetta (Baohedian): usato per i banchetti e per gli esami imperiali.

Proseguendo dritto, si attraversa la Porta della Purezza Celeste (Qianqingmen) che conduce alla Corte Interna (zone settentrionali, orientali e occidentali della città proibita), composta anch’essa da 3 edifici con ampie sale. In ordine, troverete il Palazzo della:

  • Purezza Celeste: qui dormivano gli imperatori, la famiglia, enuchi e servi.
  • Grande Unione: qui erano custoditi i sigilli imperiali.
  • Tranquillità terrena: era la camera nuziale degli imperatori.

Di tutto quello che vi ho raccontato finora, mi resi conto soltanto a posteriori! Proprio così…nonostante mi fossi scritta tutto per filo e per segno, non riuscii a distinguere un palazzo dall’altro! Sarà stata l’emozione ad annebbiarmi la mente, chi lo sa.

COME FOTOGRAFARE LA CITTÀ PROIBITA

Fotografare la città proibita l’avevo fantasticato per mesi. Eppure una volta lì mi prese una specie di blocco! Tutto mi sembrava uguale. Forse era il cielo a darmi fastidio, troppo azzurro, o il sole, troppo accecante. Mi guardavo intorno cercando di scorgere qualcosa di speciale che attirasse la mia attenzione, ma mi perdevo in quegli spazi così grandi. I tetti dei palazzi erano decorati all’ennesima potenza. Che meraviglia.. ma in foto non rendeva. Mi affacciai sul fiume a guardare l’acqua. Perché c’era un canale lì? Non lo so, mi sembrava una presenza ambigua.

Ad un certo punto la voce di un cinese stroncò ogni mio pensiero. Mi voltai di botto e lo vidi sorridente con la sua macchina fotografica gigante al collo. Non capii cosa volesse dirci. Iniziammo a ridere senza capire. Alla fine voleva semplicemente scattarci delle foto! A noi?! E perché mai?! Era il nostro primo giorno in Cina, non avevamo ancora scoperto che molti amano fotografare le facce degli occidentali! In effetti non se ne vedono tante in giro..

Ci mettemmo in posa per lui, senza pensare a cosa stessimo facendo. Con palese entusiasmo e sorriso a 32 denti, ci suggeriva pose incomprensibili! Quel tizio si stava divertendo da matti a fotografarci! E pensare che io non ero riuscita neppure a fare una foto decente! Forse non ero ancora entrata in connessione con l’anima di quel luogo. La mia mente stava vagando senza appigli. Mi ci voleva tempo.

I 3 CONSIGLI PER FOTO INDIMENTICABILI

1) PRENDETEVI TUTTO IL TEMPO CHE VOLETE: eh sì.. tempo è la parola chiave per poter fotografare al meglio la città proibita. Occorre tempo per entrarci in sintonia. Non è un fatto né semplice né immediato. Fortunatamente quel tizio sconosciuto mi aveva trasmesso una nuova energia nelle vene, il mio blocco iniziale si stava sciogliendo. Iniziai a scattare a più non posso. Cominciavo finalmente a sentirla dentro questa Cina.

2) COGLIETE I MOMENTI IN CUI NON C’È NESSUNO: il primo posto in cui vi suggerisco di fotografare si trova al di là del fiume dorato. La prima straordinaria ispirazione mi venne lì, davanti a quella che poi scoprii essere la Porta dell’Armonia Suprema. Si respirava un’aria particolare. Ad un certo punto mi resi conto che eravamo soli. Non c’erano persone! Ma com’era possibile?! Mezz’ora prima sembrava esserci il caos più assoluto di gente e adesso nessuno. È incredibile come la città proibita possa essere il posto più affollato del mondo, e un attimo dopo il più silenzioso. Sono questi i momenti che non possono, o meglio non devono, assolutamente sfuggirvi.

3) AVVENTURATEVI NEGLI EDIFICI SECONDARI: gli edifici laterali sembravano non interessare a nessuno, tutti tiravano inspiegabilmente dritto. Capii che avrei dovuto addentrarmi in quelle scalinate secondarie per sentire qualcosa di speciale. E lo sentii dentro quell’Oriente che cercavo. Magico, remoto, cristallizzato nei miei sogni più segreti. Tirai fuori un vecchio ventaglio rosso di mia nonna. Non so perché lo avevo messo in valigia, forse perché mi ricordava la Cina in qualche modo. Ero davvero dall’altra parte del pianeta, ma non lo avevo realizzato fino a quel momento. Il ventaglio, la scalinata bianca, i tetti dorati. Sembrava una scena facile da immaginare, eppure non l’avevo mai immaginata così.

COSA VEDERE NEI DINTORNI DELLA CITTÀ PROIBITA

Tra una fotografia e l’altra mi resi conto di non aver mai guardato l’orologio. Mi ero dimenticata del tempo. Avrei potuto continuare a stare lì senza avvertirlo probabilmente fino a sera. Fu il mio stomaco a riportarmi all’orario del pranzo, avevo fame e pure sete. Avevamo camminato per 5 ore, ma era come se fossimo ancora al punto di partenza! Quanto era grande la città proibita?! In quell’istante ne colsi la vera grandezza.

PARCO BEIHAI

Una volta usciti dalle mura imperiali è facile raggiungere Parco Beihai, un tempo appartenente alla città proibita. Un’oasi di pace che si sviluppa attorno ad un magnifico lago, dove osservare la vita pechinese scorrere lenta. Poca gente ed suggestive collinette che nascondono templi e statue di Buddha. Paesaggi e scenari anche qui senza tempo.

Il tempo a Pechino era qualcosa di cui ormai mi dimenticavo spesso.

GLI HUTONG

La passeggiata non poteva che concludersi tra gli antichi vicoli pechinesi, chiamati Hutong. Il modo ideale per continuare a rivivere le atmosfere del passato scoprendo scorci di vita reale. I dintorni della città proibita sono pieni di hutong, ma trovarli è stato quasi un miraggio! Bisogna esserne consapevoli quando si viaggia in Cina da soli: perdersi è praticamente all’ordine del giorno! Mi giravo e mi rigiravo senza capire dove fossimo finiti. Mi sembrava di aver seguito perfettamente la cartina… Quante volte avrei voluto il mio amato Google Maps! Ma niente puoi consultare in Cina. Non ti resta che affidarti al tuo senso dell’orientamento il quale, inevitabilmente ahimè, ti tradirà.

Per fortuna i soccorsi arrivano sempre, peccato che il più delle volte siano anche trappole per turisti disperati e in preda al panico come noi!! Chiamasi pedicab, ovvero dei simpatici risciò a 3 ruote. Ci si casca senza ombra dubbio, anche solo per stanchezza! In fondo però non tutti i mali vengono per nuocere. Quattro risate con un altro cinesino sconosciuto, un giretto tra stradine di serie B, un po’ di soldi spillati, ma sì.. alla fine non è stato poi così malvagio e soprattutto è servito a riportarci sulla retta via! Cosa non da poco! Finalmente eravamo giunti nel punto d’incontro tra i due laghi: negozietti, bar, ristoranti, caffè, musica e tanto street food.

PIAZZA TIAN’ANMEN

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Subito a sud della città proibita, si apre un altro scenario decisamente iconico del paese, quello della piazza più grande del mondo: piazza Tian’anmen. Impossibile non averne mai sentito parlare. Fu teatro di così tanti eventi politici e sociali, primo fra tutti la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese da parte del Presidente Mao (1° ottobre 1949). Non pensavo che attraversare questa celebre piazza sarebbe stato così difficile e confuso per via dei controlli continui e delle orribili transenne. Tutto ciò trasmetteva sensazioni strane, un po’ glaciali. Aria di Comunismo? Sì…si percepiva quel senso di dittatura. Mi fece pensare alla Russia, sebbene non sia mai stata in Russia. Non so perché, guardavo i lampioni e pensavo a Mosca! Lo stile architettonico era di stampo sovietico come lo avevo visto nei film.

QIANMEN

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Ciò che ricordo meglio di Tian’anmen fu il momento in cui riuscimmo finalmente ad uscire da quella piazza! Ci ritrovammo magicamente catapultati in un’altra Pechino: un tripudio di luci, colori, tram arancioni, murales orientali, lanterne e odori speziati. Era Qianmen e ci travolse completamente. Quante Chinatown avevo visto in giro per il mondo. Ma quella era realmente Cina. Innumerevoli sensazioni stavo portando a casa, quella sera di quel primo giorno a Pechino. In un batter d’occhio il cielo si era imbrunito. Le insegne colorate scintillavano sgargianti nella notte. Che profumi pazzeschi di cibo cinese.

Ma cosa mangiare a Pechino?! C’era di tutto e di più! Indubbiamente l’anatra alla pechinese andava provata. Lo sapevo, mi ero preparata. Sapevo che era la specialità più rinomata e amata della capitale. Eppure me ne dimenticai completamente. Non so come sia potuto succedere! Beh, che dire, non fate mai questo errore…e assaggiatela per me!!



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Il viaggio è scoperta, confronto, stupore. E' l'abbandono delle certezze quotidiane, è il cambiare cibo, lingua, clima. Viaggiare è vivere un'altra vita, è vivere due volte.

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