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IL GIRO DEL MONDO: se puoi sognarlo puoi farlo!

Esattamente un anno fa mi trovai di fronte alla scelta più difficile di tutte: dove andiamo per il viaggio di nozze?! Era una sera d’inverno, di quelle un po’ nostalgiche. Cominciammo a guardare il mappamondo come facciamo sempre. “Io direi di puntare sull’Australia, però pure la Cina…”,“Eh però anche il Giappone”, “No ma meglio la Polinesia”, “Eh però anche l’America meriterebbe”. Fu in questa totale indecisione, tra mille però, che andammo a dormire. E se è vero che la notte porta consigli, il giorno dopo mi alzai con un nuovo pensiero: “perché dover scegliere tra Asia, Oceania e America, quando posso vederle tutte in un colpo solo?!” Ecco che il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne, quell’assurda impresa di circumnavigare la terra, sembrò essere all’improvviso la risposta alle nostre domande. Ma come fare?? Beh nel 1873 non c’erano i mezzi di oggi… “Non abbiamo bisogno di 80 giorni. Ce ne bastano 35 per compiere un giro del mondo!

Fu così che ci mettemmo all’opera per realizzare quel sogno impossibile, ma era forse più difficile a dirsi che a farsi. In poche settimane avevamo già i biglietti tra le mani!! Ben 9 voli internazionali delle migliori compagnie, prenotati tutti online a prezzi super scontati! Non mi sembrava vero. Che fortuna essere nati nell’era di internet.. La vera difficoltà fu la scelta delle tappe. Settembre non era un mese ideale per il continente asiatico. Quasi tutti i paesi sarebbero stati in piena stagione piogge e tifoni. Uno solo si salvava: la Cina.

LE TAPPE DEL NOSTRO GIRO DEL MONDO

1° TAPPA: CINA

Eccola qui la nostra prima tappa, dettata dal clima sì, ma anche e soprattutto dalla curiosità di scoprire la vera Cina, quella che avevo sempre immaginato rossa, dorata e millenaria. Mi vedevo già sulla Grande Muraglia e alla Città Proibita. Mi vedevo salire sui tetti di Shanghai, districarmi nelle strade più caotiche del mondo, tra milioni di facce cinesi tutte uguali, cartelli dalle scritte incomprensibili, odori forti e nauseanti. Sì questa era la Cina che aspettavo.

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2° TAPPA: AUSTRALIA

Poi però ci avrebbero aspettato 10 ore di volo.. verso dove? Verso Sud, molto a Sud, quasi al Polo Sud. Ebbene sì, era l’Australia la seconda tappa, come non metterla… Significava passare dall’estate all’inverno in poche ore. Che importava. “Andiamo sulle Blue Mountains a trovare Giuliana”. Fu la prima cosa che mi venne in mente. Si era trasferita proprio lì la mia cara amica d’infanzia, dall’altra parte del mondo. Ad un’ora dalla splendida Sydney, nel cuore di una natura incontaminata. Tutto sembrava farsi più chiaro. Cominciai a fantasticare casette, canguri, precipizi, scogliere, onde giganti, surfisti, mare d’inverno. Ma soprattutto io e lei, ormai grandi e sposate, divise da due emisferi, di nuovo insieme come i vecchi tempi. In fondo erano cambiati i continenti, ma noi no.

australia blue mountains
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3° TAPPA: HAWAII

Dall’Australia all’America beh.. non era un attimo, ma quasi 14 ore di volo! “Dobbiamo inserire una tappa intermedia nel Pacifico”. Non c’è giro del mondo che non preveda un’isola sperduta, un posto di quelli inarrivabili. Fu così che la scelta ricadde sulle Hawaii. Sarebbe stata Oahu la nostra terza meta, quella magica isola verde, lussuosa e selvaggia al tempo stesso. Per raggiungerla avremmo attraversato la famosa Linea del Cambio Data, tornando indietro di 10 ore. Significava rivivere due volte la stessa giornata. Era quasi surreale! All’inizio m’immaginai 5 giorni di mare e relax, ma poi le idee divennero tutt’altre! Mi vedevo girovagare a bordo di una macchina, alla scoperta di foreste tropicali, tramonti e panorami mozzafiato. Queste dovevano essere le nostre Hawaii.

hawaii oahu island panorama paradiso

4° TAPPA: USA WEST

Al 21° giorno avremmo affrontato la nostra ultima tappa: il mitico Ovest Americano. Solo 4 anni fa avevo lasciato il cuore a Est. Adesso ero pronta per un’altra America, decisamente opposta di nome e di fatto. La immaginai come il finale perfetto, quello che lascia il segno.

Dobbiamo fare un On The Road nei deserti degli USA”. Non c’erano dubbi su come avremmo trascorso le ultime 2 settimane di questo giro del mondo. Da soli sulla strada, a macinare km e dormire nei motel.. beh magari quelli con qualche stella in più! Così iniziammo alla vecchia maniera comprando un’enorme cartina. La poggiai sul pavimento e segnai le strade. Come ai tempi del camper, quando non esisteva il cellulare. Fu la prima emozione.

La fantasia si spinse subito ai deserti rossi dell’Arizona, a quelle strade sperdute, alla Route 66. Arrivare all’immancabile cartello di Santa Monica che segna la fine del viaggio: lì avremmo salutato l’America per tornare a casa. Il nostro ultimo itinerario era pronto: California, Nevada, Utah e Arizona. Più lo guardavo e più sentivo che anche lì ci avrei lasciato il cuore.

usa on the road arizona deserto
usa on the road los angeles route 66 santa monica cartello
usa on the road arizona horseshoe bend deserto

RIFLESSIONI FINALI SU QUESTO GIRO DEL MONDO

Non sapevamo quali emozioni avremmo portato ai piedi del “The End of the Trail”. Saremmo arrivati soddisfatti? Stanchi? Delusi? Felici? Chi poteva dirlo. Un giro del mondo non sai mai quello che ti riserva. La nostra unica certezza era avere i biglietti tra le mani. Ci sentivamo pronti per sfidare il fuso orario e conquistare i continenti.

Che sarebbe stato più semplice del previsto non l’avevamo immaginato. L’aver trovato un vento che ci ha perseguitato, chi l’avrebbe mai detto! Che avremmo sopportato egregiamente tutti i fusi del pianeta tranne l’ultimo, neanche! Ebbene sì… l’ultimo ci ha letteralmente stecchito a terra! Ma questa ve la racconto un’altra volta..

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Guarda ora il video della Cina

Guarda ora il video delle Hawaii

Il viaggio è scoperta, confronto, stupore. E' l'abbandono delle certezze quotidiane, è il cambiare cibo, lingua, clima. Viaggiare è vivere un'altra vita, è vivere due volte.

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