punta bianca
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PUNTA BIANCA: UN LUOGO MAGICO DELLA SICILIA

La Sicilia è l’isola dei tesori nascosti. Se ne scoprono ogni giorno di nuovi. Oggi voglio farvi conoscere Punta Bianca, una riserva naturale della costa agrigentina. In 30 anni di vita non l’avevo mai vista, né sentita nominare! E pensare che era a soli 40 minuti da casa mia! Ma un motivo forse c’è… chiamasi “strada dissestata” ! Ebbene sì.. diciamo subito che non è il posto più agevole del mondo. Ciò nonostante, abbiamo sentito la necessità di ritornarci due volte in pochi giorni. Ecco qual è stata la nostra esperienza e tutti i nostri consigli per visitare Punta Bianca.

COME ARRIVARE A PUNTA BIANCA

La prima volta a Punta Bianca ci si lancia all’avventura senza sapere nulla. Le informazioni a riguardo sono abbastanza confusionarie e i cartelli stradali, come sempre, scarseggiano; insomma non si ha alcuna idea di cosa aspettarsi! Impostando “Spiaggia Punta Bianca” su un qualunque navigatore imboccherete la SS115 fino ad un bivio, dove devierete nella SP71 per un breve tratto. A questo punto una timida insegna vi indicherà “Punta Bianca”. È qui che comincia il calvario della strada! Preparatevi ad un lungo tragitto di strada sterrata, con fossi, pietre e quant’altro basti per rovinare una macchina! Tuttavia, non bisogna scoraggiarsi, non è impossibile arrivare. Il segreto è andarci con una macchina adeguata, ovvero un modello alto tipo suv, o meglio ancora una comoda Jeep. A noi però nessuno ci aveva avvertito…

E fu così, ahimè, che ci avventurammo a bordo di una comune auto da città! Ad un certo punto, ci rendemmo conto che era meglio lasciarla nella prima pseudo-area di parcheggio per proseguire a piedi. Idea tanto brillante quanto malsana! Da lì alla punta c’erano ancora diversi km da macinare in mezzo al nulla e sotto un sole cocente! Beh.. non fate mai questo errore! Se all’andata riuscirete ad arrivare con fatica, al ritorno sarete stremati… per fortuna ci è andata bene perché una famiglia (che ringraziamo) ci ha offerto gentilmente un passaggio a bordo della sua Jeep.

La seconda volta, reduci dall’esperienza precedente, ci siamo organizzati con un’auto migliore e siamo riusciti ad arrivare fino all’ultimo posteggio. Da qui, dopo un breve tratto a piedi, si raggiunge la splendida punta bianca. A farvi compagnia un panorama davvero suggestivo: colline segnate da profonde crepe, scogliere mozzafiato, silenzi assordanti.

punta bianca sicilia panorama

A primo impatto la candida roccia vi sembrerà ancora lontana, ma in realtà sono solo 10 minuti di camminata. Avete 2 opzioni per raggiungerla:

1) la prima è scendere sulla destra oltrepassando un cartello con su scritto “divieto di balneazione” e arrivare quindi da sotto, passando per una piccola spiaggia; caratteristica è la presenza di una vecchia barchetta azzurra di pescatori.

2) oppure proseguire dritto e girare a sinistra attorno alla montagna, per arrivare alla roccia dal lato opposto.

Noi li abbiamo provati entrambi e quest’ultimo percorso risulta il più agevole.

LA SCOGLIERA “INNEVATA”

Una volta arrivati inizierete a scattare le prime foto da sogno. Il cellulare riconoscerà la scogliera come “Neve”! Beh, non ha così torto… sembra proprio neve. Quel bianco è talmente bianco da simulare una montagna innevata! Di punti scenografici ce ne sono a mai finire, basta esplorare un po’ a zonzo, arrampicarsi sulla roccia, avvicinarsi al mare o forse al cielo… Sono sicura che tirerete fuori foto incredibili senza metterci chissà quale impegno! Il posto fa da sé…

LA CASA FANTASMA

Punta Bianca potremmo definirla una Scala dei Turchi in miniatura ma più intrigante e misteriosa. A fare la differenza è la presenza di una casa fantasma, la cosiddetta casa dei doganieri. Si tratta di un’antica postazione utilizzata per contrastare il contrabbando. È lei la vera protagonista, una vecchia costruzione capace di evocare sensazioni malinconiche e nostalgiche di un passato remoto e sconosciuto. Impossibile resistere ad una foto all’interno di questo edificio diroccato e senza tetto. Affacciarsi sul mare dall’uscio di una porta abbandonata, circondati da macerie, legni caduti e finestre dalle grate arrugginite. Come in un film.

punta bianca

All’esterno, un vecchio muretto dal quale ammirare i riflessi del sole sulle acque cristalline. L’occhio ci è caduto poi su un’antica scritta sbiadita: Nec Recisa Recedit, 1951. Che cosa vorrà dire?! La traduzione sarebbe: “neanche spezzata retrocede… ” Rimaniamo perplessi. Ma il mistero non finisce qui. Alle spalle della casa, sulla sommità di un’altra altura, si scorge un bunker della seconda guerra mondiale! Salirci è molto semplice, sebbene il percorso sia un tantino ripido. Vi lascio immaginare la vista da lassù.

PERCHÉ AMERETE PUNTA BIANCA

Sono certa che anche voi come me vi innamorerete di Punta Bianca. A catturarvi sarà quel fascino di luogo fantasma, di terra allo stato grezzo. Lo so, sicuramente maledirete quella strada, ma vorrete tornarci, è inevitabile. Vi mancherà il suo silenzio. Gli unici rumori che si sentono sono quelli del suo passato che riecheggia. Punta Bianca è uno di quei posti in cui dimenticare i cattivi pensieri e contemplare la bellezza.

La prima volta mi ha ricordato le montagne delle Hawaii per le sue linee sinuose e modellanti. La seconda, invece, ci ho rivisto le scogliere australiane, non so perché, sarà stato quel vento fortissimo e le onde che s’infrangevano furiose sulla roccia. La terza chissà cosa vedrò… so solo che la terza volta ci sarà, ne sono sicura.

CONSIGLIO SEGRETO: l’orario migliore per andare a Punta Bianca non è il mattino come molti consigliano. Andateci nel primo pomeriggio e rimanete fino al tramonto: meno caldo, poca gente, luce migliore per le foto, emozioni assicurate.

punta bianca sicilia tramonto

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Il viaggio è scoperta, confronto, stupore. E' l'abbandono delle certezze quotidiane, è il cambiare cibo, lingua, clima. Viaggiare è vivere un'altra vita, è vivere due volte.

2 commenti

  • Tiziano

    Daniela/Alessandro, bellissimo racconto … pieno di particolari molto molto interessanti e soprattutto preziosi.
    Credetemi … verrebbe voglia di andarci immediatamente :).
    Circa un anno fa ne avevo sentito parlare, non conoscendo il posto, sono andato a documentarmi su internet … effettivamente ne vale proprio la pena.
    Complimenti per l’ennesimo regalo che ci fate col vostro blog.

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