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UN GIORNO A SHANGHAI: IN GIRO TRA GRATTACIELI E PAGODE!

Shanghai l’avevo immaginata per anni come la gemma d’Oriente ed in effetti lo era. La prima notte era stata surreale, ma l’avevamo vissuta per davvero. Ci svegliamo nuovamente sotto un cielo grigissimo e un’afa tropicale. Colazione veloce, ombrello in mano e via. Un giorno a Shanghai passerà sicuramente in fretta. Da dove cominciare se non da quella vecchia città di pagode che si nasconde tra i palazzi moderni? Ok, ma prima non resisto a tornare sul Bund, ancora una volta con la pioggia. Vi ricordate come l’abbiamo lasciato? (se ve lo siete persi cliccate qui). Scintillante di luci, colori accesi e magici riflessi sul fiume. Un luogo a cavallo tra passato e futuro, tra occidente e oriente, semideserto per via dell’acquazzone di ieri sera. Lo ritroviamo, anche oggi, senza nessuno. Pochissimi i turisti che osano sfidare le previsioni del meteo.

Lo skyline sembra volersi svegliare a poco a poco, sommerso da quella coltre di nubi. Un giorno a Shanghai che inizia qui sui muretti del Bund, con il vestito già bagnato, come andrà a finire? Lo vedremo. Intanto, scattiamo un mare di foto mentre cade fiacca la pioggia. Lascio che tutto scorra, come l’acqua sulla mia pelle. Anche gli istanti sembrano stanchi, scorrono lenti. Li immortaliamo ad uno ad uno, senza curarci di ciò che sta accadendo. Buongiorno così mia bella Shanghai!

IL CUORE ANTICO DI SHANGHAI

Per fortuna, dopo un po’ la pioggia ci dà tregua. È il momento di scoprire l’anima antica di Shanghai, se è vero che ne esiste ancora una… Arriviamo a Yuyuan Garden e l’uscita dalla metro è, come al solito, traumatica. Quanto mi manca Google Maps!! Ma ahimè questa è la Cina, bisogna contare solo sui propri sensi. Quale sarà la direzione giusta?! Non ne ho la più pallida idea! “Seguiamo quel gruppo di persone, sembrano turisti“, classica tecnica per non perdersi. Ecco sbucare delle pagode in lontananza, ho già gli occhi a cuoricino! La vecchia Shanghai sarà racchiusa laggiù tra quei palazzi anonimi ed insignificanti? Sì, basta girare l’angolo per ritrovarsi in un magico mondo.

Sono le 10 del mattino e un brulicare di gente affolla bazars e negozi che vendono di tutto. Pensavo fosse semplice girare nella old town, invece è un intrigante labirinto di architetture cinesi e templi sacri. Il più noto è il City God Temple, I’antico Tempio del Dio della Città, uno dei più significativi monumenti taoisti. Vanta una storia lunga 600 anni! I residenti di Shanghai vi si recavano per invocare buona fortuna, offrendo l’incenso alla loro divinità preferita. Che fascino questo posto!

Girovaghiamo per quell’enorme complesso di viuzze interamente pedonali. Sembra di essere catapultati nella Cina che abbiamo sempre sognato. Le decorazioni, i suoni, gli odori sono quelli di una volta, ma in verità è stato tutto ricostruito alla perfezione! Incredibile come sembri così autentico e reale. C’è chi la pensa esattamente al contrario, non capisco come sia possibile! Che profumo di cibo speziato… Difficile non cedere all’assaggio di street food non ben identificato ma strabuono! Ricordo giganti focacce bollenti e spiedini di granchi impilati a schiera (o almeno credo che si trattasse di granchi…). Vorrei entrare in ogni singolo negozietto per frugare tra le mille cianfrusaglie cinesi, ma scorgo subito l’insegna del famoso Giardino del Mandarino Yu e ci dirigiamo da tutt’altra parte.

CI SIAMO PERSI A YU GARDEN!

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Dopo un po’ di giri a vuoto, finalmente troviamo l’ingresso del Yu Garden, il celebre e raffinato giardino in stile architettonico Ming e Qing, conosciuto anche come il Giardino delle Felicità. Due ettari di parco in cui passeggiare tra graziosi vialetti, muri di drago, rocce dalle forme fantastiche, ponti, ruscelli e laghetti con pesci rossi… E poi ancora chioschi, sale da tè, salici, sequoie, boschetti di bambù, fiori colorati… Lo so vi sta girando la testa, anche a me a ripensarci! Ad un certo punto nella foga di fotografare il più possibile quel piccolo paradiso fiabesco, mi ritrovo completamente da sola! Ma dov’è finito Alessandro?! Oh no… ci siamo persi!

Uno dei momenti che ricorderò per sempre della Cina è essermi smarrita tra quei canali senza tempo. Perdersi in Cina vuol dire perdersi davvero! Niente telefono, navigatori o social. Nessuno che capisca una parola d’inglese! Semplicemente sola in quel labirinto senza uscita, mentre sta per rimettersi pure a piovere. Intorno a me centinaia di volti orientali e sconosciuti. Sono sperduta all’interno di un microcosmo arcaico e meraviglioso, dove soltanto le forze segrete della natura possono guidarmi… l’acqua, la terra, i rumori. Non so come io sia riuscita ad arrivare all’uscita, ma alla fine l’ho trovata.. E forse non la volevo più trovare.

A XINTIANDI PER IL DRONE!

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Ricongiungerci all’uscita beh sì.. è stato un grosso sollievo, ma già mi ero dimenticata di quegli attimi iniziali di panico totale, sarei rimasta molto di più a godermi il giardino. Pazienza. Prossima tappa: Xintiandi, a 2 fermate metro dalla città vecchia. Dobbiamo assolutamente trovare lo store di DJI per comprare una terza batteria del drone! Con questa scusa ci fermiamo qualche ora nel delizioso distretto commerciale di Xintiandi, caratterizzato da ristoranti, caffè, negozi, ma soprattutto particolari abitazioni in pietra, dette shikumen, che uniscono lo stile cinese con quello occidentale.

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Xintiandi è una piccola oasi pedonale incastonata nella frenesia della metropoli, dov’è piacevole sedersi all’aperto tra fontane e archi del novecento, a guardare giovani cinesi che sfoggiano vestiti alla moda. Un posto per fighetti? Sì, ma pochi passi più avanti si nascondono vicoli dimenticati con case bianche e porte di legno che nessun turista conosce. Ricordatevelo: la Cina tradizionale è sempre dietro l’angolo di quella moderna. Basta guardare oltre.

SHOPPING A SHANGHAI

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Finalmente sembra esserci una parvenza di azzurro. I primi raggi di sole che vedo sbucare nel cielo di Shanghai! Ritorniamo nei pressi dell’hotel nel fermento pomeridiano di Nanjing Road, la via dello shopping più frequentata della città. Somiglia tanto alla Wangfujing Street di Pechino, con i suoi enormi negozi e catene dalle grandi firme. Qui, però, sfrecciano graziosi trenini verdi e azzurri proprio in mezzo alla gente!

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Dopo aver passato anni a comprare vestiti online da negozi di Shanghai, che cosa ho acquistato dal vivo? Praticamente nulla! Una semplice giacchetta rosa per resistere agli sbalzi continui dell’aria condizionata! Beh non ero molto in vena di fare shopping, ero presa da altre emozioni. Stavamo per lasciare la Cina.

La strada termina in un’immensa piazza, chiamata People’s Square, da cui è facile entrare nell’omonimo parco cittadino (People’s Park). Un luogo di pace e relax, dove fermarsi a godere il silenzio all’ombra di grandi alberi e giardini fioriti.

Ogni volta che trovo un posto così mi chiedo perché nella mia città non ci siano parchi del genere, è così difficile costruire e abbellire degli spazi verdi come questo? È inutile, devo sempre cercarli all’estero questi luoghi di felicità. Senza accorgercene siamo arrivati davanti al Museo di Shanghai e al MoCA, ma è ora dei saluti.

LACRIME DI ADDIO SULLA SHANGHAI TOWER!

Ebbene sì, ho lasciato la Cina con le lacrime, non so perché. È successo a 628 metri d’altezza, mentre la stavo salutando dai vetri della Shanghai Tower, il secondo grattacielo più alto del mondo. Non mi ero resa conto di quanto fosse grande Shanghai prima di salire lì sopra. Eppure eravamo già stati sul fantastico rooftop del Ritz Carlton, vi ricordate? Ma qui siamo ancora più alti e la vista si spinge oltre ogni confine. L’orizzonte è quasi indistinguibile e la città si estende a perdita d’occhio. Che sogno!

Accendo subito la videocamera per filmare l’ultima stories per Instagram. L’avrei pubblicata una volta atterrati in Australia, quando finalmente saremmo tornati alla normalità dei nostri social, dopo una settimana di isolamento! Ed è così che mi sono commossa nel registrare quel video finale, chi ci segue di certo lo ricorderà. Non avrei mai tagliato quelle lacrime di addio sulla Shanghai Tower.

L’ultima volta era accaduto a New York. Succede sempre quando ci lascio il cuore.

Ciao Cina!



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